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giovedì 27 ottobre 2011

LA CUCINA E I RIMEDI DELLA NONNA



Lo sapevate che …...


Ecco una cosa che oggi mi è venuta in mente e che credo possa essere utile a persone che come me a volte non sanno come affrontare certi “problemi” in cucina.
E così eccomi a rispolverare antichi consigli, detti anche “i rimedi della nonna”.

La prima sezione riguarderà consigli per la nostra CUCINA.

Buona lettura!

LE COTTURE

LA LESSATURA

Per la lessatura le verdure in genere devono essere tuffate in acqua salta bollente. Quando cuocete fagiolini e spinaci, aggiungete un cucchiaino di bicarbonato : resteranno belli verdi.

Gli spinaci si lessano con la sola acqua che rimane dopo il lavaggio.

Le carote possono essere lessate in acqua salata bollente con l'aggiunta di un po' di succo di mela: con questo stratagemma acquistano più sapore.

Se volete lessare le uova evitando la rottura del guscio tiratele fuori dal frigorifero per tempo e immergetele nell'acqua che non dovrà bollire con troppa forza, con un po' di aceto e un pizzico di sale grosso.

IL VAPORE

Il pesce, i crostacei e le carni bianche si prestano assai bene alla cottura al vapore e conservano il loro sapore originale. Ecco qualche ricetta veloce :
Cuocete i tranci di nasello e di salmone aggiungendo del vino bianco all'acqua e cospargendo il pesce di prezzemolo fresco;
farcite le trote con erbe aromatiche;
se dovete cuocere le cozze o altri molluschi mettete nell'acqua alcuni grani di pepe, alloro, un pezzo di peperoncino piccante e qualche fettina di limone.

La carne rossa non si presta a questo tipo di cottura, perché tende a disperdere i succhi che contiene. Tuttavia potete provare con il vitello, profumato semplicemente con salvia o altre erbe: risulterà morbidissimo e saporito.

IL CARTOCCIO

La cottura al cartoccio ha di buono che conserva i succhi del cibo che viene cotto, consente di ridurre l'utilizzo dei condimenti, non sporca il forno e non crea odori.

Un piatto di sicuro effetto è il cartoccio di spaghetti al sugo di vongole e cozze.
Lessate la pasta, mescolatela con le cozze e le vongole, condite con olio, sale e pepe e sigillate in un cartoccio di carta da forno. Passate in forno caldissimo per pochi minuti: gli spaghetti si insaporiranno in modo naturale e sano.

Ci stiamo avvicinando al Natale e quindi può essere utile sapere che se dovete cuocere lo zampone o il cotechino, una punzecchiata con un ago serve per evitare che la pelle scoppi durante la cottura, avvolgeteli nell'alluminio per alimenti e tuffateli in acqua bollente. Quando saranno cotti, aprite il cartoccio e trasferiteli sul piatto da portata. Volendo si possono congelare chiusi dentro il cartoccio, una volta raffreddati ovviamente, e lo stesso si può fare con i loro avanzi. Per riutilizzarli basterà tuffarli in acqua bollente per una decina di minuti.

La carne cotta al cartoccio, può essere spennellata con poco olio, solamente con verdure però che non rilascino molto liquido, altrimenti la carne si lessa: vanno bene in questo caso patate tagliate a spicchi, carote a filetti o punte di asparagi.

Per quanto riguarda il pollo al cartoccio, va cucinato cosparso di fettine di limone, farcito con erbe aromatiche e limone e insaporito con sale e pepe, senza altri condimenti. Poiché emette del liquido , è necessario praticare dei fori nel cartoccio per far uscire il vapore che si creerà.

IL FORNO

Quando volete cucinare la carne al forno, legatela con spago da cucina perché non perda la forma,quindi rosolatela per qualche minuto a fuoco vivace, in poco olio, in modo che si formi una crosticina in grado di trattenere all'interno i succhi. Dopo questa operazione potete trasferirla nella pirofila unta con un poco d'olio d'oliva e gli aromi del caso ( rosmarino per il manzo, salvia per il vitello, alloro per il maiale...), irrorandola con l'olio in cui l'avete rosolata. Ogni tanto bagnatela con il suo sugo, mai con acqua o vino, perché la farebbero attaccare alla pirofila.
Se desiderate cucinare la carne con il vino, mettete il pezzo di carne a marinare per qualche ora, poi scolatelo bene lasciandolo su una griglia. Se temete che la carne risulti troppo salata, mettete nel sugo delle fette di patata cruda ( avrà il potete di assorbire il sale in eccesso ).

Per quanto riguarda il pollo arrosto invece si può prepararlo passandolo tutto con mezzo limone e farcendolo con fette di limone e rosmarino: in questo modo risulterà più tenero.

Quando si cuoce la pizza, sapete che è opportuno aggiungere il basilico solo verso la fine della cottura: immergetelo velocemente nell'olio prima di porlo sulla pizza, eviterà che le foglioline si secchino.

Per chi ama invece fare il pane in casa, c'è un accorgimento interessante da utilizzare durante la cottura : mettete nell'impasto di farina, acqua e lievito anche una patata a pasta bianca schiacciata, per dare morbidezza. Sistemate il pane a metà altezza nel forno e, sul fondo, ponete un pentolino d'acqua: il vapore sprigionato eviterà che l'impasto si secchi troppo.

LA BRACE

Per la cottura alla brace che sia nel camino o sul barbecue, gli accorgimenti sono gli stessi.
Usare legna profumata come l'ulivo o la vite o delle pigne profumerete il cibo che state cuocendo.

Quando decidete di cuocere il pollo alla brace, apritelo a libro e insaporitelo con sale, pepe, spezie e schiacciatelo nella griglia doppia, mettendolo abbastanza vicino alle braci, poi ungetelo con un preparato di olio e limone.

Per chi ama la selvaggina spesso il problema è il sapore di selvatico: eliminatelo riempiendo per esempio la pancia del fagiano o delle beccacce con alloro, bacche di ginepro e fettine di limone e ungete durante la cottura con olio e limone. Fate lo stesso per le quaglie mettendo nella pancia salvia e qualche chicco di uva bianca: potete servirle con dell'uva bianca cotta con un po' di burro.

Le verdure vanno cotte alla brace velocemente, a fuoco medio-alto. Alcune perdono acqua ( i pomodori) perciò devono stare pochissimo sulla griglia, giusto il tempo di scaldarle e far arrostire un po' la buccia. Ungete tutte le verdure con un po' d'olio e mettetele nella griglia doppia per poterle girare senza romperle.
Fate cuocere le patate sotto la cenere, chiudendole in un cartoccio. Lasciatele nella cenere calda per circa mezz'ora, a seconda della grossezza.

Non ci crederete, ma si può cucinare alla brace anche certa frutta, per esempio fette di mela, di ananas , banane tagliate per il lungo da servire, poi, con cioccolato fuso o assieme al gelato. La frutta è ottima anche servita assieme ad alcune preparazioni di carne : costine di maiale e ananas, arrosto di vitello e banane, pollo arrosto e mele o pere.

Per oggi è tutto! Alla prossima e buona serata a tutti!
A.


lunedì 23 maggio 2011

COME DARE IL BENVENUTO ALL'ESTATE !!!

Qualche post fa abbiamo parlato dell'uso degli oli essenziali in cucina.
Il caldo è arrivato e l'estate bussa alla porta!
Apriamola con entusiasmo e proviamo questa gustosa ricetta!




MARINATA PER TONNO FRESCO ( dosi per 500 gr. di tonno fresco )





¼ di litro di vino bianco secco

1 spicchio d'aglio

1 cipolla affettata

1 cucchiaio di olio d'oliva

1 pizzico di sale

¼ cucchiaino di pepe nero in grani

1 goccia di olio essenziale di limetta

1 goccia di olio essenziale di finocchio



Versa il vino bianco in un recipiente abbastanza grande da contenere il tonno e aggiungi l'aglio, la cipolla, il sale e il pepe. Mescola gli oli essenziali di limetta e di finocchio, con l'olio d'oliva e ungi il tonno impregnandolo bene, poi metti nel vino bianco. Lascialo coperto per 3-6 ore. Cuocilo sulla griglia o in bianco e usa la marinata per una salsa.



giovedì 19 maggio 2011

COME ACQUISIRE MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA IN CUCINA








Siamo veramente consapevoli di cosa mangiamo? Molto spesso le nostre scelte a tavola sono frutto di una tradizione legata a ritmi e ad uno stile di vita profondamente mutati negli ultimi decenni o, ancora più spesso, di studi di marketing operati dall'industria alimentare, che ci spingono all’acquisto di prodotti meglio pubblicizzati ma non necessariamente di qualità. Credo fermamente che ognuno di noi debba essere libero di decidere il tipo di alimentazione che preferisce, se seguire quindi una dieta vegetariana, vegana o onnivora, ma questa libertà dovrebbe essere figlia di una profonda conoscenza delle varie tipologie di alimenti e di come funziona la complessa e meravigliosa macchina che è il corpo umano, ed essere quindi una scelta consapevole.

Una buona educazione alimentare dovrebbe iniziare in giovane età ma non è mai troppo tardi per apportare modifiche al nostro stile di vita. Spero che nei post che seguiranno possiate trovare utili informazioni e gustose ricette per un’alimentazione sana e naturale ma non per questo meno gustosa. Buona lettura!



Monia









Da “Conoscere e cucinare i Cereali” di Walter Pedrotti edito da Demetra




I CEREALI

Una famiglia importante



Nell’alimentazione moderna specialmente nei Paesi ricchi, i cereali risultano essere piuttosto “fuori moda”, nonostante ancora oggi costituiscano a livello mondiale la principale risorsa alimentare per l’uomo. Nel nostro Paese di avena, orzo, segale, miglio, farro si fa un consumo decisamente molto ridotto quando addirittura nullo; solo il riso, il frumento e il mais sembrano essere riusciti a conservare ancora qualche attenzione da parte dei consumatori, per quanto anche il loro uso sia andato calando rispetto al passato e che comunque li si preferisca nella loro forma “impoverita”, siano cioè massicciamente raffinati.

Eppure i nostri bravi cereali si prestano tutti a essere consumati nella loro forma integrale, in svariati modi, a tutti i pasti e in tutte le stagioni. Alimenti versatili, possono essere impiegati sotto forma di chicchi, di germogli, di fiocchi, di farine. Basta solo conoscerli un po’. E in effetti negli ultimissimi anni -con la diffusione dell’interesse per un’alimentazione naturista, quando non vegetariana, e della revisione, anche in campo medico e scientifico, di alcune convinzioni che negli ultimi anni avevano determinato l’aumento di prodotti di origine animale o raffinati- si è fatta strada una tendenza che ha ridato credito ai cereali. La loro riscoperta è andata perciò di pari passo con la rivalutazione di un’alimentazione meno adulterata, nella quale si presti una maggior attenzione agli alimenti consumati nella loro forma integrale.

Nelle prossime pagine vi guideremo dunque in un piccolo viaggio attraverso i diversi cereali, quindi presenteremo alcuni semplici modi per cucinarli nel rispetto di alcune regole fondamentali che stanno alla base di un’alimentazione più sana e rispondente alle esigenze del nostro organismo.

Un consistente ricettario cercherà infatti di far conoscere anche i cereali meno conosciuti, quelli accantonati dall’incedere impetuoso e non sempre auspicabile del “progresso”.

Buon appetito!



Meglio se integrali


Nella loro forma integrale, non raffinati, essi possono vantare una composizione discretamente equilibrata in proteine, zuccheri, grassi, Sali minerali pur essendo caratterizzati dalla notevole presenza di amido, uno zucchero complesso che può arrivare a costituire quasi l’80% circa del peso di un chicco di riso. Contengono inoltre varie vitamine, tra cui quelle del gruppo B (B¹, B² ecc) e PP. Purtroppo però, una malintesa intenzione di perfezionamento, tipica della nostra civiltà, in meno di un secolo ha completamente stravolto le potenzialità insite in questi alimenti. Si è infatti sempre più diffusa l’abitudine alla raffinazione.

Con l’introduzione della macinazione con mole l’acciaio, cha hanno sostituito quelle tradizionali a pietra, si è passati infatti alla produzione su scala sempre più vasta di farine bianche. La fibra grezza (cellulosa, emicellulosa, lignina) di cui sarebbero ricchi i cerali non raffinati, sparì così come neve al sole dalle tavole sulle quali prima arrivava preservata grazie alla mancanza di tecniche di raffinazione progredite. I cereali e le farine raffinati, ricchi di valori calorici, risultano poveri di molti importanti elementi che costruirebbero il loro originario patrimonio e che sono contenuti negli strati esterni dei chicchi o nel germe, eliminati con la raffinazione. La fibra grezza, o crusca, per esempio, pur non essendo digeribile dal nostro organismo, è in grado si svolgere funzioni importantissime. Consente anzitutto di aumentare il volume delle feci e, con la sua azione debolmente lassativa, favorisce il transito intestinale con notevoli vantaggi: aiuta a risolvere problemi di stitichezza, limita il contatto della massa fecale con le pareti dell’intestino, riduce il ristagno della materia fecale impedendo fermentazioni che aumentano la possibilità di infiammazioni, contribuisce all’eliminazione del colesterolo ecc..

Gli alimenti integrali - e i cereali in primo luogo – caratterizzati dalla conservazione di quasi tutte le loro componenti, sarebbero perciò di per se stessi alimenti equilibrati, privi di eccessi. Potrebbero consentire un’alimentazione ricca di principi bionutrizionali (enzimi, oligoelementi, vitamine, amminoacidi essenziali ecc.) che sono reperibili però solamente nei prodotti naturali, non raffinati, “vivi” (che mantengono cioè la potenzialità di originare una nuova vita). Gli alimenti raffinati, per contro, risultano essere cibi devitalizzati, “morti” (cioè privati, nel caso dei cereali, della capacità di trasmettere la vita). Senza considerare che, normalmente, vengono trattati con svariati prodotti di sintesi chimica sia nella fase della coltivazione sia nella conservazione o nella loro trasformazione.

I cereali di cui si parla in queste pagine sono perciò solamente quelli integrali, puliti solamente delle componenti più esterne e improponibili per il nostro apparato digestivo.




PRODOTTI BIOLOGICI

Perché i cereali, come pure gli altri prodotti coltivati, siano al meglio delle loro qualità, è indispensabile che siano ottenuti in modo che risultino privi di residui tossici. L’agricoltura moderna ha infatti introdotto nelle coltivazioni un massiccio uso di fertilizzanti e pesticidi di sintesi chimica. Dovrebbero quindi provenire da terreni coltivati con metodi naturali, biologici o biodinamici.

Alimenti integrali che non siano anche di provenienza biologica sono un vero e proprio controsenso. I cereali provenienti da coltivazioni nelle quali non vengano praticati metodi biologici infatti, soprattutto quando siano proposti nella loro forma integrale, finiscono per essere un vero e proprio concentrato di sostanze pericolose, che in gran parte si ritrovano proprio sulle parti esterne del chicco e, perciò, sulla nostra tavola. Risulta perciò particolarmente opportuno rivolgersi direttamente ai produttori o alla ormai vasta rete di commercializzazione di prodotti diffusa in tutta la Penisola, che è in grado di documentare sia la provenienza dei prodotti proposti sia il tipo di coltivazione.




Carne? No, grazie!

Complessivamente nella storia dell’alimentazione umana la carne è stata per millenni solamente un alimento occasionale,integratore in una dieta basata essenzialmente sui vegetali, e sui cereali in modo particolare. Solo da qualche decennio a questa parte, particolarmente nei Paesi ricchi, la carne e i suoi derivati sembrano essere diventati indispensabili sulla nostra tavola, tanto che pare non possa essere possibile farne a meno.

Anche considerazioni anatomiche e fisiologiche, oltreché storiche, depongono a favore dell’opinione che gli alimenti-base per la specie umana non possono essere che quelli di origine vegetale. Se un alimento-base è quello in grado di fornire proteine, grassi, zuccheri e vitamine in proporzione ottimale rispetto ai bisogni dell’organismo, gli alimenti derivati dalla macellazione di animali non solo risultano essere poco indicati alla conformazione del nostro apparato digerente, ma si rivelano squilibrati nell’apporto di vitamine, zuccheri e Sali minerali di cui sono assai carenti, pur essendo molto ricchi di proteine.

Sono decisamente numerosi e vari i disturbi legati a un eccesso nel consumo di carne e dei suoi derivati; basti dire che, nel complesso, gli alimenti derivati dalla macellazione di animali creano nel sangue un ambiente tossico e l’elevato numero di tossine che contengono costringe il fegato a un super-lavoro, con inevitabile formazione di acido urico. L’intossicazione e l’acidificazione del sangue provocano un eccitamento del cuore, delle arterie, delle vene, del sistema nervoso; possono provocare artritismo, malattie coronariche, facilitare l’arteriosclerosi, affaticare le vie urinarie e il sistema renale. I prodotti derivati dalla macellazione di animali sono inoltre ricchi di tossine accumulate sotto forma di antibiotici e vaccini o di ormoni e prodotti somministrati contro le stesse norme di legge, per favorire l’accrescimento rapido del bestiame. Al momento della macellazione, peraltro, sono inevitabilmente prodotte dall’animale una serie di sostanze tossiche che entrano immediatamente in circolo, senza contare che la decomposizione dei tessuti (putrefazione) comincia subito dopo la morte.

Un altro elemento non meno importante che depone a favore di un’alimentazione che, privilegiando i vegetali e particolarmente i cereali, limiti drasticamente l’apporto della carne e dei suoi derivati, è legato alle considerazioni che possono essere fatte a proposito della combinazione dei cibi. Il nostro corpo non è, infatti, una macchina che possa triturare e digerire tutto; produce succhi gastrici specifici per poter affrontare le diverse sostanze che sono introdotte attraverso l’alimentazione. Da una buona combinazione dipende la semplificazione del processo digestivo. Lo stomaco, per esempio, non secerne un solo tipo di succo gastrico, ma lo calibra a seconda dei diversi alimenti.

Quando mangiamo cibi ricchi di amidi (farine, pasta, pane, riso, polenta, orzo, patate ecc.), il processo digestivo ha inizio in bocca, a opera di un enzima della saliva che, soprattutto con una masticazione accurata, trasforma gli zuccheri complessi (quali sono per l’appunto gli amidi) in zuccheri semplici. Una buona insalivazione consentirà la produzione di un succo poco acido e neutro nello stomaco, che non interferirà con l’azione svolta dall’enzima che si trova nella bocca e che lavora al meglio in un ambiente non-acido.

Quando invece ingeriamo alimenti altamente proteici, il processo digestivo ha inizio solamente nello stomaco, a opera di un enzima attivato dall’acido cloridrico, la pepsina. La digestione viene successivamente completata grazie all’azione di altri enzimi presenti nell’intestino tenue. Di conseguenza, dalla combinazione di pasta e carne – tipico accostamento della cucina italiana – avranno origine diversi problemi digestivi, tanto che si può tranquillamente affermare che meglio sarebbe ingerire gli amidi e gli alimenti molto proteici in pasti differenziati (gli amidi a mezzogiorno e le proteine alla sera, o viceversa).

Acidità di stomaco, digestioni lunghe e difficili, eruttazioni, fermentazioni intestinali, pesantezza: sono solo alcuni disturbi originati da una cattiva combinazione degli alimenti. Senza considerare altri possibili disturbi anche più gravi che possono essere correlati con la cattiva impostazione della nostra alimentazione.

Esistono infine altre considerazioni che potrebbero essere fatte a proposito della sconvenienza di un’alimentazione che ricorra a prodotti derivati dalla macellazione di animali.

Le ricette che seguiranno sono dunque proposte a partire dalla constatazione che è possibile cucinare egregiamente i cereali e digerirli meglio prescindendo dall’uso di prodotti derivati dalla macellazione di animali e limitando anche i prodotti di origine animale. Provare per credere!





martedì 10 maggio 2011

COME USARE GLI OLI ESSENZIALI IN CUCINA

Quello che segue è un articolo che ho pubblicata poco tempo fa sull'altro mio blog afrugiada.blogspot.com, all'interno del quale ho creato , essendo nato prima, un settore dedicato alla cucina. Mi sono consultata con Monia e anche lei condivide il fatto che possa essere interessante scoprire come utilizzare gli Oli Essenziali in Cucina.
Così eccolo qua!
Buona lettura!

AROMATERAPIA - OLI ESSENZIALI IN CUCINA


Oggi sistemando la mia affollatissima libreria ho ritrovato un libro che 
avevo dimenticato di possedere.
Sto parlando della “GUIDA COMPLETA ALL'AROMATERAPIA – Guarire con le essenze e 
i profumi” di VALERIE ANN WORWOOD , edito da Macro Edizioni.

C'è una delle parti del libro che credo possa essere interessante trasferirvi dato che, 
ai più, è sconosciuto l'uso molteplice di questi preziosi doni della natura.

Così ecco qua la parte dedicata ALL'UTILIZZO DEGLI OLI ESSENZIALI IN CUCINA.

Lo sapevate che.....
“ Gli oli essenziali naturali possono essere utilizzati in così tanti modi in cucina che non si
sa da dove cominciare. Infatti , non vi è piatto il cui gusto non sia intensificato 
dall'aggiunta di oli essenziali e non vi è limite al numero di nuove possibilità che essi offrono
per la delizia culinaria: usarli è anche molto facile. Una bistecca al pepe si trasforma in 
una festa gastronomica mescolando una goccia di olio essenziale di limone con il pepe 
prima di spargerlo sulla bistecca. Un gelato alla vaniglia può trasformarsi in una 
fantasia delicatissima spruzzandolo con qualsiasi tipo di olio essenziale; prova lo zenzero, 
la mente o la rosa.

Poichè gli oli essenziali che intensificano gusto e aroma sono largamente utilizzati 
nell'industria alimentare, di questo fatto si vantano gli inserzionisti che proclamano che
“vere essenze di frutta” o “vero olio di...” sono inclusi nel prodotto. Essi sanno, forse più 
di noi, che i moderni metodi industriali di produzione su larga scala privano gli ingredienti di
molta della loro forza naturale. Gli oli essenziali vengono usati per sostituire la natura 
estromessa dalla tecnologia. Nello stesso modo l'industria alimentare usa gli oli 
essenziali per inventare prodotti totalmente nuovi, come la gomma da masticare alla menta 
verde, le caramelle alla menta piperita o le arance al cioccolato. Se hai uno stampo per 
fare gli spicchi, potresti anche tu usare l'olio essenziale di arancia per fare arance al 
cioccolato; o che ne pensi di un limone, una limetta, un pompelmo, un mandarino o un 
tangerine di cioccolato? Quando usi gli oli essenziali in cucina non c'è limite ai sapori 
interessanti che puoi creare.

Gli oli essenziali per la cucina rientrano in quattro 
categorie principali : erbe aromatiche, spezie, agrumi e fiori.
Essi possono essere usati nelle minestre e negli antipasti, 
nelle marinate e nelle salse, con piatti di carne , 
con pesce e verdure, nei condimenti per l'insalata e nel 
pane, nei biscotti , nelle torte, nei dessert e in pasticceria.
Gli oli essenziali ottenuti dalle erbe aromatiche danno un 
delizioso contributo agli sformati, sia usati nel ripieno 
prima di cuocerlo, sia semplicemente aggiunti nella pentola.
Sono essenze molto forti, perciò fai attenzione a non sopraffare il gusto del tuo
piatto. Per intensificare il sapore delle verdure fritte è sufficiente una goccia 
appena di olio essenziale. Aggiunto all'impasto del pane, queste essenze fanno 
meraviglie; prova il pane alla salvia o al rosmarino.

Gli oli essenziali di agrumi possono essere utilizzati nei condimenti per l'insalata, nelle 
marinate, nelle salse e nei dessert. Funzionano anche molto bene sia con il pesce che 
con il pollame; aggiunto a una marinata di vino, il limone dà alla carne di manzo un 
sapore eccellente. Il burro al limone funziona a meraviglia con verdure e pesce, dando 
al cibo un tocco speciale ; a proposito di burro, usa il burro allo zenzero sui fagiolini o 
sui piselli, devi provarlo per credere quanto sia buono! La purezza e la delicatezza 
del sapore ottenuto con gli oli essenziali, è tuttavia solo uno dei loro vantaggi. 
Essi aiutano la digestione della carne e nonostante il loro valore nutrizionale sia sconosciuto,
 sono prodotti naturali potenti e puri, che contengono vitamine, sostanze nutrienti e 
oligoelementi. Gli oli essenziali forniscono anche una cura preventiva naturale grazie 
alla loro attività antibiotica e farmacologica in genere. E non dimentichiamo l'aspetto 
psicologico: preparati un soufflè con olio di geranio per tirarti su di morale; le foglie 
di geranio sono state usate in cucina per centinaia di anni e oltre a darti sollievo questo 
delicato soufflè ha un gusto sensazionale.

Non meno importante, tra i vantaggi degli oli essenziali, è il fatto che essi sono molto 
economici da usare. Poche gocce di olio essenziale di limone costano meno dei limoni 
interi e danno ugualmente un buon sapore; usando l'olio essenziale puoi fare una salsa 
di cioccolato all'arancio per il gelato che risulterà molto più gustosa di quella ottenuta dal 
frutto. E dato che avrai già probabilmente, molti oli essenziali in casa, puoi provare
nuove idee culinarie sena affrontare ulteriori costi. Non usare mai troppo olio essenziale, 
lo scopo è di valorizzare l'aroma naturale del cibo genuino o di dar sapore a 
insipidi cibi confezionati. Mira ad aumentare delicatamente il sapore.

Tutto quello a cui aspiro in questo capitolo è darti qualche suggerimento per far sì che tu 
inizi a cucinare con gli oli essenziali. Ti verranno nuove idee dato che, ad esempio, la 
ricetta base della maionese può essere trasformata facilmente per realizzare innumerevoli 
varianti di salse, guarnizioni o condimento.”

Quindi, dopo questa splendida e frizzante introduzione e spiegazione generica sull'utilizzo 
degli OLI ESSENZIALI IN CUCINA, vi lasciamo con un assaggio di ricette vere e proprie
in cui potrete sbizzarrirvi e sperimentare le varie possibilità . Nei prossimi giorni 
ne pubblicheremo altre. 
Per il resto, per il momento, utilizzate la vostra fantasia, il vostro estro e il vostro intuito!
Buon divertimento!

LE SALSE

MAIONESE : RICETTA BASE

1 tuorlo d'uovo
½ cucchiaio di mostarda di digione
¼ cucchiaino di sale
¼ cucchiaino di pepe nero macinato
1 cucchiaio da tè di aceto di vino
circa 100 ml di olio d'oliva o girasole o sesamo

Metti il tuorlo in una ciotola e aggiungi tutti gli ingredienti, tranne l'olio.

Mescola e poi inizia a versare l'olio goccia a goccia, molto lentamente, mescolando il 
composto continuamente con l'altra mano.Usa una forchetta o una frusta, con delicatezza e 
sempre nella stessa direzione. La quantità di olio da usare dipenderà dalla grandezza 
dell'uovo e dalla temperatura; continua ad aggiungerlo molto lentamente sino a che la 
salsa abbia la consistenza desiderata. Il tipo di olio vegetale che userai dipenderà dal 
sapore che vuoi ottenere.


SALSA ALL'AGLIO E LIMETTA

4 cucchiai di maionese
2 spicchi d'aglio schiacciati
4 gocce di olio essenziale di limetta

Pesta l'aglio su un tagliere e aggiungi le gocce di limetta, poi amalgama bene con la 
maionese.

SALSA AL POMODORO E LIMONE

4 cucchiai di maionese
1 cucchiaino di passata di pomodoro
4 gocce di olio essenziale di limone

Sbatti la maionese con la passata di pomodoro sino a farla diventare di un rosa aranciato.
Unisci il limone e mescola bene.
Per rendere la salsa più piccante, aggiungi peperoncino e pepe nero macinato fresco.

SALSA AL FINOCCHIO

4 cucchiai di maionese
2 gocce di olio essenziale di finocchio

Mescola bene. Questa è una salsa eccellente per tutti i tipi di pesce, ma specialmente 
per i pesci oleosi, come le aringhe. La salsa può essere facilmente adattata per un 
patè di finocchio e pesce, mescolandolo con qualsiasi pesce sminuzzato e capperi tritati. 
Guarnisci e servi con fette di pane integrale tostate.


sabato 7 maggio 2011

INVOLTINI DI PLATESSA CON ACCIUGHE E POMODORO FRESCO

Ieri sera io e Monia ci siamo incontrate nella mia casetta per lavorare sull'idea di questo blog.
Il primo miracolo avvenuto è che HO CUCINATO!
Non più di un paio di mesi fa ho acquistato il forno nuovo e così, sia per festeggiare questa creatura, sia per mettere a frutto l'investimento "fornifero" ho pensato di inventarmi una ricetta ( o almeno voglio illudermi che sia così! ).
Così mentre io e Monia chiacchieravamo su come rendere questo Blog un progetto speciale, ho preparato il mio primo "manicaretto" ( ovviamente esagero, perché in realtà è un piatto di una semplicità unica )



INVOLTINI DI PLATESSA CON ACCIUGHE E POMODORO FRESCO


Ingredienti :
Filetti di platessa, un vasetto di acciughe, 4 pomodori grappolo, sale, pepe, curcuma, olio d'oliva extravergine.


Preparazione
Lavate i filetti di platessa, poi tamponateli con dello scottex . 
Tagliateli in strisce utili al fine di farli diventare involtini.
Prendete ogni striscia di platessa e posate al centro di ciascuna di esse un filetto di acciuga, aggiungete un pizzico di sale, uno di pepe e avvolgeteli , chiudendoli con uno stuzzicadenti.
Tagliate i pomodori a cubetti.
Foderate la teglia di un foglio di carta forno. 
Adagiatevi sopra gli involtini disponendoli a una piccola distanza uno dall'altro per poter disporre poi i cubetti di pomodoro fresco.
Cospargete gli involtini con un velo di curcuma ed infine un filo d'olio.
Infornate per 20 minuti circa a 180°.


IL PRIMA 




E questo è il risultato finale!




O meglio il risultato finale è stata la pirofila vuota! Ce le siamo "slampate" in un lampo.
Monia mi ha fatto i complimenti e i suoi complimenti per me sono oro!
Abbiamo accompagnato il tutto con un buon vino bianco e treccine pugliesi aromatizzate al finocchio.


Niente male direi...provate e sappiatemi dire!
Un abbraccio e buon week end a tutti! 

venerdì 6 maggio 2011

COME NON BRUCIARE IL POLLO !!!

Prima ricetta…appena sfornata!

Tra le tante opportunità offerte dal web, l'universo dei blog non era mai stato preso in considerazione nel mio navigare....eppure eccomi qui con l'intento di scrivere di cucina...devo essere impazzita! La mia carissima amica Anna esagera, come sempre, nel descrivermi un'artista in cucina...si sarà stancata di farmi da cavia e spera in nuovi volontari???
L'alchimia di mescolare gli ingredienti disponibili in frigo, senza seguire una ricetta precisa, spesso nasce dalla pigrizia che non mi fa uscire di casa a fare la spesa...devo però ammettere che i piatti preparati con queste premesse, il più  delle volte risultano commestibili :-)
Ed eccomi qui, in questo mio battesimo del blog, ad illustrarvi l'ultima mia impresa culinaria...ultima, nel senso letterale del termine, visto che ho appena finito di mangiarla!





COSCIA DI POLLO AL FORNO

Ingredienti:
Coscia e sovra coscia di pollo bio, 
limone bio , 
olio extravergine di oliva bio, 
sale, pepe, 
rosmarino bio (del mio orticello sul davanzale).

Preparazione:
Scottare sulla fiamma del gas la coscia di pollo per eliminare la peluria, sciacquare sotto acqua correNte e  asciugare tamponando con carta assorbente.
Ungere con un filo d'olio una teglia da forno , adagiarvi la coscia, aggiungere un pò di sale, pepe, due rametti di rosmarino e mezzo limone che appoggerete direttamente sulla carne.
Infornare in forno caldo a 180-200° per 40".

Consigli:
Aprite bene le finestre di casa per eliminare il fumo quando aprirete il forno....forse coprendo la teglia con carta stagnola avrei ridotto il problema fumo....resta il fatto che non ci ho pensato e i pompieri stavano già partendo!!!!!
Tuttavia il pollo non era male con quel retro gusto leggermente affumicato...anche i miei due mici hanno apprezzato :-)

MONIA